LA BENEDIZIONE DELLE LACRIME


Rubens C. Romanelli

Benedetta la lacrima in cui si cristalizza l'atroce moltitudine dei nostri dolori e diluisce il nero fiele delle nostre tristezze.

Benedetta la lacrima nella cui superficie galleggiano i foschi brani di sogni dorati nel cui fondo vagheggiano tristi fantasmi di speranze estinte.

Benedetta la lacrima di quelli che lamentano la sfortuna di essere nati senza tetto e piangono per la disgrazia di vivere senza pane.

Benedetta la lacrima di quelli che non conobbero l'affetto di una mamma e mai provarono le carezze di una sposa.

Benedetta la lacrima, sollievo amico di coloro che stanno soli e grande consolazione di coloro che stanno tristi.

Benedetta la lacrima di quelli che portano sulle proprie spalle la croce del loro prossimo e lo aiutano a scalare il calvario della loro esistenza.

Benedetta la lacrima di quelli che vagano in cerca del calore di un affetto e solamente incontrano la freddezza del disprezzo.

Benedetta la lacrima di quelli che soffrono ingiustizie per la difesa dei loro ideali e solamente raccolgono ingratitudine per il bene che seminarono.

Benedetta la lacrima che eleva nel cervello un tempio alla Verità e trasforma il cuore in Tabernacolo d'Amore.

Benedetta la lacrima che affiora calda nelle notti di sofferenza e luccica come un sole nelle mattine del riscatto.

Benedetta finalmente, la lacrima, goccia di luce dell'aurora celeste e sintesi terrena della Divina rugiada.

RUBENS COSTA ROMANELLI: "O Primado do Espírito" cap. 3, pagina 19-20, 3a. edizione ampliata 1965, Editrice Síntese Ltda., Divinópolis - M.G., Brasil.

RITORNO ALL'INIZIO

ANTERIORE

PROSSIMA

MENU

liroma@terra.com.br